un ecosistema d'alta quota
CADAGNO MEROMITTICO
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Un equilibrio tra natura, biodiversità e attività umana
L’altopiano di Piora si trova nelle Alpi Lepontine, nel Canton Ticino, a oltre 1.900 metri di altitudine. È un paesaggio modellato dai ghiacciai, dove praterie alpine, zone umide, affioramenti rocciosi e piccoli bacini lacustri convivono in uno spazio relativamente compatto. La flora alpina si è adattata a suoli poveri, stagioni brevi e forti escursioni climatiche. Insetti, uccelli e mammiferi sfruttano risorse legate a cicli stagionali ben definiti, occupando nicchie ecologiche precise. Da secoli, questo ambiente è abitato e gestito dall’uomo attraverso l’alpeggio estivo: il pascolo mantiene aperte le praterie, favorisce la varietà vegetale e sostiene una tradizione produttiva ancora attiva, legata ai formaggi d’alpe.Il paesaggio di Piora è quindi il risultato di un equilibrio continuo tra processi naturali e presenza umana. È in questo contesto che si inserisce il Lago di Cadagno, come espressione diretta della morfologia, della geologia e dei cicli ecologici dell’altopiano.
Lago di Cadagno visto dalla salita verso il lago Tom. 
© HaLu - Own work, CC BY-SA 3.0
Lago di Cadagno vista invernale
Lago di Cadagno vista invernale
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L’altopiano di Piora ospita una biodiversità tipica degli ambienti alpini d’alta quota, dove la vita è scandita da condizioni climatiche estreme. La vegetazione si concentra in praterie ricche di specie erbacee, fiori stagionali, muschi e licheni, capaci di crescere su suoli sottili e poveri di nutrienti.
La biodiversità che racconta l’alta quota
A pochi passi dal lago si trova l’Erbario del Centro Botanico Alpino di Piora, uno dei più importanti archivi botanici delle Alpi meridionali. Qui vengono raccolte, catalogate e conservate le specie vegetali della regione: piante adattate a un clima duro, a forti variazioni stagionali e a una geologia complessa.
La conca di Piora è un vero laboratorio naturale: un mosaico di microclimi, rocce diverse — dolomia, calcare, scisti, gneiss — e gradienti ecologici che cambiano nel giro di pochi metri. L’erbario conserva la memoria scientifica di questo sistema e permette di osservare come la flora risponde alle condizioni fisiche che plasmano la valle.Le stesse dinamiche che modellano la biodiversità in superficie contribuiscono, sotto la superficie del lago, alla formazione della meromissi e dei celebri strati microbici colorati del Cadagno.
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[ 1864m ] — Un sistema meromittico
Il lago diverso da tutti gli altri
Il Lago di Cadagno si trova a oltre 1.900 metri di altitudine, incastonato tra praterie alpine e bacini glaciali. A prima vista può sembrare simile ad altri laghi di montagna, ma sotto la superficie nasconde una struttura unica nel suo genere. Cadagno è un lago meromitico: le sue acque non si mescolano mai completamente. A differenza della maggior parte dei laghi alpini, che si rimescolano stagionalmente, Cadagno mantiene una separazione stabile tra strati d’acqua con caratteristiche fisiche e chimiche profondamente diverse. Questa condizione rende il lago un vero e proprio sistema stratificato, in equilibrio da migliaia di anni.
La meromissi
La maggior parte dei laghi alpini si rimescola almeno una volta all’anno: le acque superficiali e profonde si incontrano, scambiando ossigeno, nutrienti e calore. Nel Lago di Cadagno questo non accade.Cadagno è un lago meromitico: la sua colonna d’acqua è permanentemente stratificata. Gli strati superficiali, più leggeri e meno salini, restano separati dalle acque profonde, più dense e ricche di sali. Questa separazione non è temporanea, ma stabile nel tempo. La meromissi trasforma il lago in una struttura verticale composta da ambienti sovrapposti, ciascuno con condizioni fisiche e chimiche proprie.
Le sorgenti sottolacustri
Il contributo invisibile del sottosuolo
La stratificazione del lago è alimentata continuamente da acque sotterranee che risalgono dal fondale. Filtrate attraverso le rocce dolomitiche dell’altopiano, queste acque sono ricche di sali e contribuiscono ad aumentare la densità degli strati profondi. È questo apporto costante dal sottosuolo che rende la meromissi duratura nel tempo e prepara il terreno per la formazione degli strati biologici che caratterizzano il Lago di Cadagno.
La vena di dolomia
Sotto il Lago di Cadagno, l’acqua non è ferma. Dal fondale risalgono sorgenti sotterranee che attraversano le rocce dell’altopiano, filtrandosi in particolare attraverso la dolomia. Questo lento percorso nel sottosuolo arricchisce l’acqua di sali minerali, rendendola più densa rispetto alle acque superficiali. Quando queste acque emergono sul fondo del lago, non si mescolano con gli strati superiori. La loro maggiore densità le mantiene confinate nelle profondità, alimentando in modo continuo la stratificazione della colonna d’acqua.
Superficie
È lo strato a contatto diretto con l’aria. Qui vento, temperatura e luce influenzano il lago e permettono l’ingresso dell’ossigeno.
Mixolimnio alto
Mixolimnio alto Acqua ossigenata e ben illuminata. Ospita fitoplancton, zooplancton, pesci e microrganismi che dipendono dall’ossigeno e dalla fotosintesi.
Mixolimnio basso
Mixolimnio basso La luce è molto attenuata e l’ossigeno diminuisce rapidamente. L’acqua diventa più stabile e la vita si riduce drasticamente.
Chemoclinio
Chemoclinio Strato privo di ossigeno ma ancora raggiunto da poca luce. Qui vivono batteri fototrofici solforosi che sfruttano zolfo e luce in una fotosintesi senza ossigeno.
Monimolimnio
Monimolimnio Buio totale e acqua salina, stabile, isolata dagli strati superiori. La vita è sostenuta da processi chimici anaerobi legati al ciclo dello zolfo.
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[ Da 0 a -10m] — Dove il lago respira
Mixolimnio
La zona più viva e in continuo scambio
Lo strato più superficiale è quello che dialoga con l’aria: Vento, temperatura e luce lo rimescolano di continuo. Qui vivono i microrganismi fotosintetici, si disperde l’ossigeno e avvengono la maggior parte dei processi biologici “visibili”. È la parte del lago che respira, che si rinnova ogni giorno e che mantiene vivo l’intero ecosistema superficiale.
Fauna e Flora di Cadagno
Fitoplancton
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Fitoplancton
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Fitoplancton
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Fitoplancton
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Fitoplancton
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[ Da -11 a -12m] — Chemoclino
La fascia rosa
Il cuore microbico del Cadagno
Scendendo nelle acque del Lago di Cadagno, la luce si attenua progressivamente finché, tra l’undicesimo e il dodicesimo metro, non rimane che un debole bagliore verdastro. È abbastanza per rivelare un fenomeno sorprendente: una fascia d’acqua che si colora di rosa, sospesa esattamente nel punto in cui lo strato superiore del lago incontra quello profondo.
La vita prima dell’ossigeno
Questa zona di transizione è la chemoclina, il confine dove l’ossigeno proveniente dall’alto svanisce e dove l’idrogeno solforato che risale dal fondo comincia a essere presente. È un ambiente stabile, con pochissima luce, nessun ossigeno e abbondanza di composti dello zolfo: le condizioni perfette per una comunità microbica antichissima.

In questo equilibrio fragile vivono due gruppi di batteri fototrofici:
  • Purple Sulfur Bacteria (PSB)
  • Green Sulfur Bacteria (GSB)
Sono tra i discendenti più diretti delle forme di vita che, miliardi di anni fa, iniziarono a sfruttare la luce per ottenere energia. La loro fotosintesi è anossigenica, cioè non produce ossigeno: utilizza luce molto debole, anidride carbonica e acido solfidrico, trasformandoli in biomassa e rilasciando solfato. I PSB hanno pigmenti che riflettono tonalità rosa e violacee: sono loro i responsabili della colorazione caratteristica dello strato. I GSB, invece, hanno evoluto pigmenti verdi estremamente efficienti nel catturare la minima luce disponibile a queste profondità. Due strategie diverse, nate dalla stessa radice evolutiva. Questo processo alimenta il ciclo dello zolfo: gli strati profondi producono acido solfidrico i PSB e i GSB lo consumano e generano solfato il solfato torna disponibile per i batteri solfato-riduttori del monimolimnio Un circuito chiuso, stabile e sorprendentemente simile a quello che regolava gli ecosistemi oceanici primordiali. Tra i PSB, una specie si distingue per un comportamento rarissimo: Chromatium okenii. Questi batteri si muovono guidati dalla luce, evitano l’ossigeno e compiono migrazioni quotidiane nella colonna d’acqua, contribuendo persino al mescolamento microscopico dello strato. Un’attività così peculiare da rendere la chemoclina del Cadagno un ambiente praticamente unico al mondo.
Bacteria layers
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[ Da -12 a -21m] — Il monimolimnio
La vita priva di ossigeno
Un mondo stabile, anossico e antico
Scendendo oltre la chemoclina, la luce svanisce del tutto e il lago entra nel suo strato più stabile e antico: il monimolimnio Qui l’acqua è densa, salina e completamente priva di ossigeno. Nulla si mescola con ciò che sta sopra, e ogni cambiamento avviene in modo estremamente lento. In questa oscurità assoluta sopravvivono organismi che non hanno bisogno di ossigeno. Tra i protagonisti ci sono i batteri solfato-riduttori, capaci di utilizzare il solfato per ottenere energia e rilasciare acido solfidrico. È da questo acido solfidrico che prendono nutrimento i batteri della chemoclina, chiudendo uno dei cicli biochimici più antichi del pianeta: il ciclo dello zolfo. Il monimolimnio è quindi un ambiente dominato da processi anaerobi, gli stessi che caratterizzavano gli oceani primordiali molto prima che l’atmosfera terrestre diventasse ricca di ossigeno. Qui la vita segue regole diverse, più lente, più antiche. È un archivio biologico che conserva tracce di modi di vivere risalenti a miliardi di anni fa, ancora oggi perfettamente funzionanti in questo equilibrio isolato.
È un mondo silenzioso, chiuso, sospeso nel buio: la testimonianza vivente di come poteva apparire la Terra prima che la fotosintesi cambiasse per sempre la storia del pianeta.
Monimolimnio
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Link Utili
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