Questa zona di
transizione è la chemoclina, il confine dove l’ossigeno proveniente dall’alto svanisce e dove
l’idrogeno solforato che risale dal fondo comincia a essere presente. È un ambiente stabile, con
pochissima luce, nessun ossigeno e abbondanza di composti dello zolfo: le condizioni perfette
per una comunità microbica antichissima.
Sotto il filtro batterico si spalanca l'ultimo abisso del Cadagno: il monimolimnio. Dal
tredicesimo metro
fino al
fondo, l'acqua torna limpida, ma l'ossigeno scompare per sempre, soppiantato da concentrazioni
massime di
idrogeno
solforato e sali disciolti. Questo ambiente ostile – che emana un penetrante sentore di uova marce –
è
l'esatto
analogo delle profondità oceaniche terrestri dell'Era Precambriana, di oltre 3 miliardi di anni fa.
È un
universo
oscuro in cui i processi vitali sono alimentati da reazioni chimiche anziché dalla luce solare,
ospitando un
antichissimo lignaggio evolutivo.













